[Gruppo del Monte Bianco: Grand Capucin]
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[Gruppo del Monte Bianco: Grand Capucin]

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Titel und Beiträge: [Gruppo del Monte Bianco: Grand Capucin] / [Autore non identificato]

Veröffentlichung: Novembre 1989

Physische Beschreibung: 25 pos. col. su pellicola (diapositive) intelaiati ; 24 x 36 mm

Datum:01-11-1989

Sprache: 0 (Sprache des Texts, Filmmusik, usw.)

Notiz:
  • Serie composta da 25 diapositive su chassis che riportano la data (Nov. 89) impressa sullo chassis. La digitalizzazione allegata corrisponde alla diapositiva 001.
  • Il Grand Capucin (3838 metri) è un obelisco di granito rosso situato nelle Alpi Graie. La sua forma appuntita ricorda la sagoma di un frate cappuccino, da cui il nome; fa parte della Cresta du Diable nel Gruppo del Mont Blanc du Tacul. La prima ascensione è stata effettuata il 24 luglio 1924 da Enrico Augusto con Adolphe e Henri Rey e Louis Lanier. Riferimenti bibliografici: - 1: Dal Col de la Seigne al Colle del Gigante / Renato Chabod, Lorenzo Grivel, Silvio Saglio ; schizzi di R. Chabod ; fotocolore di S. Saglio. - Milano : Club alpino italiano : Touring club italiano, 1963, p. 450.
  • Gian Carlo Grassi nacque a Condove nel 1946. E' stato una guida alpina e un importante alpinista italiano. La sua attività alpinistica è stata pioneristica poiché è stato tra i primi in Italia a dedicarsi al cascatismo e all'arrampicata su ghiaccio. A partire dalla fine degli anni Settanta ha realizzato molte prime salite su cascate e goulotte in alta montagna. Negli anni settanta, Grassi ha fatto parte del movimento del "Nuovo Mattino", che gli ha permesso di frequentare molti importanti alpinisti tra cui Gian Piero Motti e Danilo Galante. In questo periodo si dedica in particolare alle vie d'arrampicata in Valle Orco, sul Caporal e sul Sergent, e dell'arrampicata sui massi erratici della bassa Val di Susa. Verso la fine degli anni settanta Grassi si appassiona alla nascente scalata delle cascate di ghiaccio e diventa presto uno dei principali protagonisti. Grassi inoltre riesce a portare la tecnica di arrampicata sulle cascate in alta montagna, diventando specialista della salita dei cosiddetti couloir fantasma, canaloni dove la neve e il ghiaccio creano una via di salita solo durante l'inverno. La sua attività alpinistica è instancabile e frenetica: apre numerosissime vie in tutto il Piemonte e la Valle d'Aosta, in particolare, in Valle Orco, Valli di Lanzo, Vallone di Sea, Val di Susa, Val Varaita e Val di Cogne. Le sue ascensioni non si limitano alle zone alpine ma scala anche in vari paesi esteri, tra cui: California, Canada, Ande, Patagonia, Himalaya. Nel 1984 con Renato Casarotto e Guido Ghigo sale Pomme d'Or nel Quebec (180 metri di stalattite), Polar Circus e Slipstream (cascata di 900 metri) nelle Montagne Rocciose Canadesi. Nel 1985 con Mauro Rossi ripete la via Supercanaleta al Fitz Roy. A quarantaquattro anni, ancora nel pieno della sua attività alpinistica, Grassi perde la vita il 1º aprile 1991 dopo aver salito una cascata di ghiaccio sul Monte Bove, nei Monti Sibillini, per il distacco di una cornice di neve. Nel 2011 gli viene dedicato il nuovo Bivacco Giuseppe Lampugnani al colle Eccles (Monte Bianco).

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Museo Nazionale della Montagna - CAI - Torino 2.1.873/ 720/ 001- 025 F-17028
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