Stornelli romaneschi
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Stornelli romaneschi

Titel und Beiträge: Stornelli romaneschi

Daten der gedruckten Musik: [Testo]

Physische Beschreibung: p. 631-634

Sprache: ita (Sprache des Texts, Filmmusik, usw.)

Werk:
Andere Titel:
  • Er *genio te combina l'invenzione
  • Stornelli romaneschi
Notizen des Inhaltes:
  • Testo: 1. Er genio te combina l'invenzione de fa sartà coi tubi li paletti. Consuma gelatina a profusione e poi te l'aritrovi lì perfetti: s'avvicina co' la miccia e poi lesto se la spiccia; mondo stoppino, chi resta buggerato è 'r fantaccino. 2. Cadorna dice che per avanzare ce vole er foco dell'artiglieria, la quale deve prima preparare l'assalto, che fa poi la fanteria. Ma ar momento dell'azione te puliscono er cannone, o cor sestante te vanno a cercà er punto sur quadrante. 3. La sussistenza è l'arma preferita da tutti quei che vojono la guerra, te danno pane e pasta inacidita, te fanno senza paja dormì in terra. A lor mensa se scialacqua mentre ai artri manca l'acqua; sta brava gente te chiede er cambio, perché combattente! 4. Se sa che ci ha le piume er bersagliere per fare sul nemico più impressione, è sempre primo fra le nostre schiere per conquistà qualunque posizione. Su le vette der Cadore, arrivò dopo quattr'ore, dovunque vada te pija sempre per un'altra strada! 5. L'arpino è veramente coraggioso, nun ci ha paura de pijà le busse, te va sur monte più pericoloso correndo come quasi nulla fosse. Te conquista er “Cavallino” poi lo pianta ar su destino, quindi se scusa dicendo ch'er cavallo qua non s'usa. 6. La sanità è quell'arma del modello per apprestà le cure alli sordati, perché quelli scampati dar macello benché feriti, vengano scannati. Fan lavoro coraggioso chè je manca anco er riposo, ma tante vorte invece da sarvà, te dà la morte. 7. La fanteria siccome ognun l'apprezzi lo poi vedè da quello che je accade, l'artijeria je fa trainà li pezzi, er genio je fa fà puro le strade; ma vedrai che annando avanti se userem gas asfisianti, no' ave' timore, vorran la fanteria a fa' l'odore. 8. Se visiti un cucuzzo de montagna je trovi co' l'arpin la fanteria, l'arpino beve er doppio, er doppio magna, er fante co' tre fichi tira via. Ma fenita ch'è l'azione, nastri, encomi, promozione; sur bollettino chi ha fatto tutto quanto è er bravo arpino. 9. La croce rossa è l'arma sì ospitale che i fii de papà je fan l'occhietto. Te pija in sull'istante tale e quale cor solo documento der spaghetto. Pe' sto fatto all'ambulanza trovi un frego d'abbondanza, te fa piacere vedelli in quattro o cinque a fa' un clistere. 10. Quell'arma ch'è a cavallo e porta gli speroni cavalleria fin qui venne chiamata, ma stanno in retrovia i suoi squadroni, speriamo che al fronte sia mandata. Poi avverrà come in passato, cavaliere ch'è appiedato senza cavalli, per non annà diranno d'ave' i calli! 11. Ma per fortuna lo Stato Maggiore vede le cose giuste e le sbajate e pe' mette riparo ad ogni errore più grosse te combina le frittate. Pija in mano co' li guanti “Riservata Personale”, pe' fasse avanti te frega er colonnello e er generale. 12. Se voi sapè chi è... er più mejore de tutti li sordati, è er vecchio fante, sur Carso, sur Trentino e sur Cadore n'ha fatte delle azioni chissà quante. Te sa fà certe avanzate sulle vette trincerate e quanno è in cima non torna no, d'un passo, ond'era prima! 13. Ce stanno pure l'automobilisti che fan la guerra senza petulanza e che pe' tirasse for dai casi tristi lontano dar cannon tengono stanza. Ma se arivano per sorte verso dove c'è la morte, non ce pensate saran le gomme subito sgonfiate. 14. Quell'arma ch'è a cavallo e ci ha li sproni cavalleria fin qui venne chiamata se fino ad ora se grattò i cojoni speriamo che ar più presto sia appiedata. Questa cosa farà bella, l'arma de la caramella, ma tu ce credi? Vedrai che je faranno male ai piedi. 15. Fu la cavalleria ben calunniata col dir che non è un'arma combattente, da noi invece ben s'è comportata e spesso con ('no) slancio sorprendente! Sempre baldi arditi e fieri sono i prodi cavalleggeri. Nel mio maglione ce n'ho trovato almeno uno squadrone! 16. Di melma, mosche e sudiciume è pieno il villaggio di .. . ora italiano. C'è la stazione ma ci manca il treno per cui s'aspetta la partenza invano. Tutti ci dicono attendete perché presto cambierete. Ma in questa valle ce danno er cambio le nemiche palle. Altre strofe: 17. A un sorcio vecchio, un sorcio regazzino diceva: in sta guerra se guadagna, er gatto, er mostro perfido aguzzino cià de badà che l'amo 'n se lo magna. Er vecchione je rispose: l'avvenir è senza rose perché se è vero ch'er gatto non c'è più, c'è er prigioniero. 18. E quanno sona l'ora dell'appello, s'annamo a mette in fila tutt'intorno. Prima se fa er controllo a ogni drappello e poi se legge l'ordine der giorno. L'Ecla poi fa l'addizione, è finita la funzione. Li comandanti fanno tre riverenze a tutti quanti. 19. Drent'a sto campo semo radunati trecentocinquantuno prigionieri, ce so' studenti, preti ed avvocati, dottori, professori ed ingegneri. Ce so' artisti e musicanti, micragnosi e benestanti, tutta sta gente va 'n cerca de magnà e non trova gnente. 20. La purce e er pidocchio l'antro ieri dicevano in cantina all'esercente: noi che succhiamo er sangue ai prigionieri ciavemo d'aiutà scambievolmente. Pe' aiutalli er negoziante provveduto à sull'istante. Oggi in cantina non trovi più a comprà la naftalina. 21. Dar primo giorno che semo arrivati quarcuno à già pensato all'evasione, però secondo me se so' sbajati ch'er tedesco non è tanto fregnone. Tutt'intorno li confini sta la rete con l'uncini, se passi quella caschi sur chiodo della sentinella. 22. Appen'organizzato er teatrino se compilò l'elenco dell'artisti. C'è er brillante, er dicitore fino, er buffo ed antri numeri mai visti. Fatta poi la selezione, mamma mia che delusione! St'artisti rari, antro non so' che un branco de somari. 23. E niente pacchi manco stamattina; dicevano avviliti due tenenti; rispose un capitano de marina, li pacchi so' come li bastimenti. Ogni barca, 'gni trasporto va a finì sempre ner porto; ar portoghese arrivano trecento pacchi ar mese. 24. Ner pacco c'era scritto su l'avviso: ce dovr'ebbe esse un chilo de farina, du chili de castagne, uno de riso, quattro salami, tonno e saccarina. Quann'er pacco m'ànno dato ecco quello ch'ò trovato: roba da piagne, la carta der salame e tre castagne. Variante: 12. Te s'affaccia ar davanzare de le vette trincerate e quando è in cima con un sol passo torna dov'era prima! Bibliografia: C. Caravaglios, I canti delle trincee, Leonardo da Vinci, Roma 1930, pp. 236-237. M. Griffini, I canti del fante, serie Etico-sociale (Folklore), Istituto Storiografico della Mobilitazione, Alfieri & Lacroix, Roma 1922, pp. 63-65. Salsa-Piccinelli-Bazzi, Ta-pum, canzoni in grigioverde, Edizioni Piccinelli, Roma, pp. 143 e sgg. L. Viazzi, A. Giovannini, Cantanaja, Antologia di canti dei soldati italiani e austriaci della Grande Guerra 1915-18, Tamari, Bologna 1968, pp. 149 e sgg. A.V. Savona, M.L. Straniero, Canti della grande guerra, Garzanti, Milano 1981, p. 631.
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