Montagna, Valeria

(Persona)

 

CATALOGO UNICO DEI BENI CULTURALI DEL MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA - CAI-TORINO
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Montagna maestra di vita
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Holzer, Michael <giornalista> - Haselböck, Klaus

Montagna maestra di vita : sulle orme di Viktor Frankl / Michael Holzer, Klaus Haselböck ; con una prefazione di Daniele Bruzzone ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2021

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I miei 4000 sulle Alpi
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Czerny, Marlies

I miei 4000 sulle Alpi / Marlies Czerny ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2020

Abstract: «Il primo trekking in montagna è stato solo un tentativo, perché dovevo smaltire dei giorni di ferie: sarei stata fisicamente in grado? Avrei sofferto l'altitudine? Come mi sarei sentita in cima a un quattromila?» Dieci anni più tardi Marlies Czerny è diventata la prima donna ad aver salito tutti i quattromila delle Alpi. In questo libro non solo rende il lettore partecipe delle sue imprese e dei luoghi meravigliosi che ha attraversato, ma racconta anche in modo immediato e autentico come le cime più alte delle Alpi le abbiano profondamente cambiato la vita. Salire montagne come il Cervino, il Bianco o il Mönch per Marlies Czerny ha poco a che fare con la velocità o con il grado di difficoltà, bensì con la felicità, il coraggio, la paura, l'amicizia, il cambiamento e la consapevolezza che raggiungere la vetta della felicità sia possibile. "I miei 4000 sulle Alpi" è il racconto di una donna «normale» che ha compiuto un'impresa «eccezionale». Un libro di montagna, di alpinismo, di natura, che insegna a cercare nuovi traguardi e nuovi equilibri.

Salviamo le montagne
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Messner, Reinhold <1944- >

Salviamo le montagne / un appello di Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2020

Alti e bassi della mia vita
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Kammerlander, Hans <1956- > - Duregger, Verena - Vigl, Mario

Alti e bassi della mia vita : un'autobiografia in forma d'intervista / Hans Kammerlander, Verena Duregger, Mario Vigl ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2019

La paura, la tua migliore amica
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Huber, Alexander <1968- >

La paura, la tua migliore amica / Alexander Huber ; con contributi di Lukas Eberle ; traduzione di Valeria Montagna

[Milano] : Corbaccio, 2018

Il passo successivo
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Steck, Ueli <1976-2017> - Steck, Ueli <1976-2017> - Steinbach, Karin

Il passo successivo / Ueli Steck con Karin Steinbach ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2017

Solitudine bianca
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Messner, Reinhold <1944- >

Solitudine bianca : la mia lunga strada al Nanga Parbat / Reinhold Messner

Milano : RCS MediaGroup, 2016

Free
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Lama, David - Seiler, Christian Gottfried

Free : il Cerro Torre e io / David Lama con Christian Seiler ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2015

Parete ovest
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Messner, Reinhold <1944- >

Parete ovest / Reinhold Messner

Milano : Corriere della sera : Club alpino, 2014

In alto e in largo
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Kammerlander, Hans <1956- > - Lücker, Walther

In alto e in largo : Seven Second Summits / Hans Kammerlander ; con Walther Lücker ; traduzione di Valeria Montagna

[Milano! : Corbaccio, 2013

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Abstract: Dopo aver realizzato moltissime imprese sugli Ottomila e dopo una cinquantina di prime, Hans Kammerlander si è posto un nuovo traguardo: la salita delle seconde vette più alte dei sette continenti, un progetto decisamente attraente per un alpinista come lui, soprattutto perché la salita di queste montagne presenta più difficoltà delle cosiddette Seven Summits, che oggi sono montagne di moda, spesso prese d'assedio dagli alpinisti. Il progetto di Kammerlander delle Seven Second Summits è diventato un viaggio intorno al mondo che lo ha condotto dal K2 in Asia all'Ojos del Salado al margine del deserto di Atacama in America Meridionale, dal Mount Kenya fino al Polo Sud e nella giungla della Nuova Guinea. Kammerlander ha attraversato ghiacciai sterminati così come fitte foreste ricche di orchidee e ananas. Ha fatto la conoscenza del re dei bush pilot, ha sperimentato il talento nell'improvvisare degli alpinisti russi, ha incontrato portatori con gli stivali di gomma che nonostante la pioggia ininterrotta non hanno mai perso il buon umore. Poi però proprio il Mount Logan, considerato facile anche se molto imponente, che Hans Kammerlander aveva salito nel 2010, ha sollevato una serie di polemiche perché Kammerlander, a quanto pare, non aveva raggiunto la vetta principale, bensì una secondaria: nessun problema. Con una nuova salita a due anni distanza, Kammerlander ha fugato ogni dubbio sul fatto che il record delle Seven Second Summits gli spettasse di buon diritto.

Appeso a un filo di seta
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Kammerlander, Hans <1956- >

Appeso a un filo di seta : il K2 e altre esperienze estreme / Hans Kammerlander ; [con la collaborazione di Walther Lücker ; traduzione di Valeria Montagna]

Milano : Corriere della Sera ; Club Alpino Italiano, 2013

Cho Oyu
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Messner, Reinhold <1944- >

Cho Oyu : la Dea Turchese / Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

[Milano] : Corbaccio, 2013

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Abstract: Il Cho Oyo con i suoi 8201 metri la sesta montagna per altezza della Terra per i tibetani è la Dea Turchese. Gli europei ne conoscono l'esistenza solo dal 1921, ma oggi è la meta più frequentata dagli alpinisti di tutto il mondo dopo l'Everest, anche se non ha perso nulla della sua pericolosità. Messner parla della montagna, degli Sherpa che abitano ai suoi piedi, dell'importanza del Nangpa La, a 6000 metri il più alto passo della Terra, e racconta le imprese alpinistiche che si sono succedute in un secolo di storia. Dai primi tentativi negli anni Cinquanta, fra cui quello di Eric Shipton, fino alla conquista nel 1954 ad opera dell'austriaco Tichy, giornalista, geologo e alpinista che, dopo aver viaggiato per decenni con la sua motocicletta in Thailandia, Cina e Tibet e aver esplorato insieme agli Sherpa il Nepal occidentale ancora del tutto ignoto agli europei, salì in cima al Cho Oyu insieme a Joseph Jöchler e allo Sherpa Pasang Dawa Lama in una spedizione leggera e senza ossigeno, fatto straordinario per l'epoca. Molte altre spedizioni e tentativi si sono da allora succeduti, fra cui la salita di Messner stesso nel 1983, al quarto tentativo e per una via nuova, molti altri successi e, come sempre nella storia dell'alpinismo himalayano, anche molte tragedie, raccontate con partecipazione e occhio critico dall'alpinista altoatesino.

Solitudine bianca
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Messner, Reinhold <1944- >

Solitudine bianca : la mia lunga strada al Nanga Parbat / Reinhold Messner

Scarmagno : Priuli e Verlucca, 2012

Abstract: Nel 1970 Reinhold Messner compie un'impresa storica: la salita del Nanga Parbat. Oltre al successo, però, conosce anche la sua più grossa sconfitta e il suo più grande dramma: suo fratello Günther muore tragicamente sotto una slavina (e saranno trent'anni di critiche, dubbi e attacchi, perché solo nella primavera del 2001, grazie al test del DNA, si potrà constatare che l' incidente a Günther è effettivamente avvenuto alla base della parete, dopo la traversata compiuta insieme, come Reinhold ha sempre sostenuto). Da allora Messner è tornato più volte sulla Montagna nuda, finché nel 1978, proprio lì, riesce nel più audace progetto della sua carriera: il raggiungimento della vetta in solitaria. In nessun altro luogo per lui si intrecciano così strettamente trionfo e tragedia come sul Nanga Parbat.

On top
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Messner, Reinhold <1944- >

On top : donne in montagna / Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2012

Abstract: La donna è la rovina dell'alpinismo così nel 1911 sentenziava ironico Paul Preus, il filosofo fra gli arrampicatori liberi. Cento anni più tardi, l'emancipazione femminile si è fatta strada fin lassù, mentre la competizione fra le alpiniste d'alta quota per i quattordici ottomila fa notizia sui giornali. Tanto discussa è stata la gara degli uomini sulle più alte montagne della Terra - record di altezza, speed climb, Seven Summits e i quattordici ottomila -, altrettanto illuminante è la concorrenza fra le donne. I media tendono a metterle in competizione, e a discutere animatamente le loro motivazioni, stile e addirittura morale. Da Hettie Dyhrenfurth fino a Lynn Hill che realizza ciò che nessun uomo prima di lei è mai riuscito a compiere; da Wanda Rutkiewicz ad Angelika Rainer; da Junko Tabei, la prima donna sulla vetta dell'Everest, fino ai vertici di oggi rappresentati da Gerlinde Kaltenbrunner, Nives Meroi, Edurne Pasaban e Oh Eun-Sun, seguiamo le migliori alpiniste d'alta quota fino al momento in cui una di loro raggiunge per prima il traguardo dei quattordici ottomila. Ma ben più affascinanti delle vittorie sono per Reinhold Messner la naturalezza e la presenza fisica con le quali nel corso ultimi cento anni le donne hanno occupato, passo dopo passo, il territorio dominato dal potere macho al di sopra degli ottomila metri.

Le grandi pareti Nord
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Rettner, Rainer

Le grandi pareti Nord : Cervino, Grandes Jorasses, Eiger / Rainer Rettner ; traduzione di Valeria Montagna

[Milano] : Corbaccio, 2012

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Abstract: Concepite come gare di conquista atletica ma anche e soprattutto come contributi fondamentali all'accrescimento del carattere nazionale, in particolare per i tedeschi, la corsa alla conquista degli ultimi muri impossibili delle Alpi prima della seconda guerra mondiale ha segnato una delle pagine più eroiche e romantiche dell'alpinismo classico. In particolare gli assi tedeschi dell'epoca (dai fratelli Schmid a Rudolf Peters, a Heinrich Herrer), ma non solo (si pensi al nostro Riccardo Cassin, forse il più grande alpinista classico di tutti i tempi), hanno scritto pagine tra le più entusiasmanti dell'alpinismo, vuoi per le gioie dei brillanti e incredibili successi raggiunti, vuoi per la drammaticità delle tragedie vissute e per i molti morti lasciati sulla roccia. Questo libro documenta minuziosamente quell'epoca irripetibile dell'alpinismo arricchendo l'esperienza del lettore con numerosissime e splendide fotografie risalenti al periodo, la maggior parte delle quali finora inedite.

Parete ovest
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Messner, Reinhold <1944- >

Parete ovest / Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2011

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Abstract: Estate 2004. La ripetizione, a distanza di trent'anni della prima scalata lungo la parete Ovest dell'Ortles, ha rischiato di tramutarsi in tragedia per il sessantenne Reinhold Messner e il suo compagno di cordata. Messner infatti è rimasto bloccato su una parete strapiombante di 1000 metri sotto una cornice di ghiaccio. Con questo evento drammatico si apre il libro Parete Ovest, un libro segnato da una vena intimistica e quasi malinconica, in cui Reinhold Messner fa i conti con il suo passato di alpinista, mettendone in luce tutte le peculiarità: la ricerca dell'avventura estrema, del limite fisico e psicologico, sempre nel rispetto assoluto della vita propria e della montagna. Un atteggiamento sempre meno diffuso a favore di un alpinismo turistico che sta devastando i paesaggi, in primo luogo quelli delle Alpi di casa nostra, in cui Messner è cresciuto.

Tutte le mie cime
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Messner, Reinhold <1944- >

Tutte le mie cime / Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2011

Abstract: Sessant'anni di fotografie che riassumono la vita del più grande alpinista di tutti i tempi, commentate da brani tratti dai diari delle salite. Potrebbe essere un atlante geografico: non c'è angolo del pianeta che non sia rappresentato, dalle Dolomiti all'Everest, dal deserto del Gobi al Taklimakan, dalla Nuova Guinea alle Ande, dal Kenya al Caucaso... Potrebbe essere un libro di storia dei costumi e delle tradizioni: Messner non è solo l'alpinista che cerca di superare il limite in alta quota, è anche il viaggiatore interessato alle persone che incontra, ai villaggi sperduti, all'arte orientale... Potrebbe essere un libro di memorie: dalle prime fotografie in bianco e nero che ci parlano del mondo di un altro millennio e che rappresentano un ragazzo con i calzoni alla zuava appeso alle pareti strapiombanti delle Dolomiti, ai panorami spettacolari dei ghiacciai perenni dell'Himalaya negli anni dei 14 ottomila in stile alpino. È il grande libro di Reinhold Messner: il bilancio di una vita al limite, la storia di un moderno Ulisse.

Razzo rosso sul Nanga Parbat
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Messner, Reinhold <1944- >

Razzo rosso sul Nanga Parbat / Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, [2010]

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Abstract: Scritto di getto nel 1970, all'indomani del più grande successo e della perdita più terribile - la salita del suo primo ottomila e la morte del fratello Günther che con lui aveva raggiunto la vetta del Nanga Parbat questo diario non avrebbe mai dovuto vedere la luce. Almeno secondo il capo spedizione, Karl Herligkoffer, che voleva essere il detentore dell'unica verità sulla conquista del Nanga Parbat. E che di fatto per anni accusò Messner di aver tradito lo spirito di gruppo, di non essere in realtà salito in cima, di aver scelto una via di discesa sbagliata e impossibile, di avere trascinato con sé il fratello meno in forma e di averlo abbandonato a morte sicura nei pressi della vetta. Ha taciuto tuttavia i suoi errori, primo fra tutti quello di aver usato un razzo di segnalazione di colore sbagliato, spingendo Messner a intraprendere l'ultimo tratto che lo separava dalla vetta senza attrezzare la via. Per decenni Messner ha urlato la sua verità, portando dentro di sé il dolore per la morte del fratello e per l'ingiustizia subita e solo con il ritrovamento del corpo di Günther, nel 2005, esattamente dove aveva detto che era stato travolto da una slavina, ha potuto ritrovare un po' di serenità. Nel frattempo è diventato il più grande alpinista di tutti i tempi. E ora, dopo quarant'anni, vuole tornare ancora una volta su quell'episodio terribile, con la testimonianza più diretta e immediata: il suo resoconto di allora.

Eiger
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Rettner, Rainer

Eiger : trionfi e tragedie : 1932-1938 / Rainer Retter [i. e. Rettner! ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2010

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Abstract: La parete Nord dell'Eiger nelle Alpi bernesi è uno dei miti assoluti dell'alpinismo. Strapiombante, esposta a continue scariche di sassi è stata sempre una delle mete più ambite degli scalatori di tutto il mondo. Ai suoi piedi c'è la famosa Kleine Scheidegg, la stazione del treno che da fine Ottocento attraversa l'Eiger con un tunnel, e che da più di un secolo offre un'ottima visione della parete. Ogni impresa è stata così seguita attraverso potenti cannocchiali da frotte di turisti, affascinati dal coraggio di chi saliva e avvinti dalle tragedie che si consumavano in quota. Solo nel 1938 la cima fu conquistata da due cordate austro-tedesche, e il regime nazista si impadronì di questa grande vittoria per farne propaganda. Ma la conquista era stata preceduta da una serie impressionante di salite, tutte analizzate con partecipazione in questo libro e documentate con numerose fotografie. Dalla prima lungo la parete nord-orientale, nel 1932, fino al fatidico biennio 1934-1935, quando nei tentativi frenetici che si susseguirono morirono alcuni fra i migliori alpinisti della loro generazione: Max Sedlmayr e Karl Mehringer, Edi Rainer, Willy Angerer, Andreas Hinterstoisser, Toni Kurz, Bartolo Sandri, Mario Menti. Fino all'impresa di Harrer, Kasparek, Heckmair e Vörg.

Grido di pietra
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Messner, Reinhold <1944- >

Grido di pietra : Cerro Torre, la montagna impossibile / Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2009

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Abstract: Cerro Torre, la guglia di roccia più spettacolare della Patagonia: in questo libro Reinhold Messner si addentra nella storia della montagna impossibile. A cominciare dalla tragedia del 1959, quando Cesare Maestri sostenne di aver raggiunto la vetta insieme a Toni Egger, prima che una slavina travolgesse e uccidesse il compagno. Sulla vicenda molto si è detto e molto si è scritto. Speculazioni alle quali non ha posto termine nemmeno la successiva salita di Maestri, nel 1970, con l'ausilio di compressore e chiodi a espansione, e lungo un'altra via. Reinhold Messner, che a lungo ha studiato il Cerro Torre e che, non avendolo mai salito, non è coinvolto in prima persona, cerca di fare chiarezza immedesimandosi nelle situazioni ma mantenendo al contempo il giusto distacco critico. Penetra nella psiche dei suoi eroi e ricostruisce i dettagli della vicenda Torre, dando vita a un racconto appassionante su tutti gli aspetti naturali e umani della montagna impossibile. La parete sommitale, estremamente ripida, la sua struttura, il ghiaccio, la lunghezza della salita, l'attrezzatura di allora, le condizioni meteo, il vento, e poi ancora la pressione psicologica di voler raggiungere il successo a tutti i costi. Cinquant'anni dopo la spedizione del 1959, sensazionale quanto discussa, Messner aiuta a capire i fatti, in modo inequivocabile. Con la presunta prima scalata che si trasformò in tragedia il Cerro Torre si trasforma in mito.