CATALOGO UNICO DEI BENI CULTURALI DEL MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA - CAI-TORINO
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La morte sospesa
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Simpson, Joe

La morte sospesa / Joe Simpson ; trad. Paola Mazzarelli

Torino, 2007

Viaggio in Himalaya
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Modern Books

Castelli Gattinara, Giancarlo

Viaggio in Himalaya : un agnostico, un comunista, un cattolico discutono durante un'ascensione nelle montagne dell'Hindu Kush / Giancarlo Castelli Gattinara

Genova : Marietti, 2007

L'eco ; 37

La zona della morte
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La zona della morte / un film di Claude Andrieux

Torino : Vivalda, c2007

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Abstract: Sopra la fatidica quota di ottomila metri sul livello del mare il confine tra la vita e la morte diviene estremamente labile. È "la zona della morte", un'espressione introdotta da Reinhold Messner per indicare la parte sommitale delle montagne più alte della Terra, l'incubo di tutti gli alpinisti che tentano di salirle. Ehrart Loretan, il terzo uomo ad aver scalato i quattordici ottomila, Kurt Diemberger, che ha attraversato nella sua carriera l'intera storia della conquista himalayana, e molti altri protagonisti dell'alpinismo extraeuropeo si confrontano sulle loro esperienze estreme ai limiti delle possibilità umane.

Sherpa
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Beaudoin, Marc - Magma Éditions

Sherpa / Marc Beaudoin

Magma Éditions Inc. : Chester-Est (Quebec)

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In vetta senza scorciatoie
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Viesturs, Ed

In vetta senza scorciatoie / Ed Viesturs ; con David Roberts ; traduzione di Chiara Brovelli

Milano : Corbaccio, 2007

Abstract: Per diciott'anni Ed Viesturs ha inseguito il sogno di ogni alpinista: raggiungere la cima dei 14 ottomila senza l'aiuto dell'ossigeno. In vetta senza scorciatoie è la storia della realizzazione del suo sogno.

Prigioniero dell'Annapurna
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Lafaille, Jean Christophe <1965-2006> - Heimermann, Benoît

Prigioniero dell'Annapurna / Jean-Christophe Lafaille con Benoït Heimermann

Torino : CDA & Vivalda, 2007

Abstract: È il 1992. Jean-Christophe Lafaille, dopo gli exploit sportivi messi a segno sulle Alpi, è alla sua prima spedizione himalayana, portato dal fortissimo connazionale Pierre Béghin a quella che sarebbe diventata una vera vocazione all'alta quota. I due francesi tentano l'Annapurna per una via nuova. Ma a 7000 metri, costretti a ripiegare nella bufera, Béghin cade per la rottura di una protezione. Inizia così per Lafaille un'epica marcia verso la salvezza. Nonché una storia privata con l'Annapurna, allo scopo di poter un giorno mettere piede sulla sua cima. Il che accade esattamente dieci anni dopo, il 15 maggio 2002. Il libro racconta l'avvincente relazione tra un uomo e una montagna. La faticosa ripresa, fisica e psicologica, dopo la morte del compagno e la propria sopravvivenza strappata con i denti, i difficili rapporti con l'ambiente alpinistico, i tentativi a vuoto delle spedizioni successive, la volontà incrollabile di ritrovare se stesso attraverso il compimento di un'ascensione. Jean-Christophe Lafaille scomparirà il 27 gennaio 2006 sul Makalu, suo dodicesimo ottomila, scalato in solitaria.

È buio sul ghiacciaio
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Buhl, Hermann <1924-1957> - Buhl, Hermann <1924-1957>

È buio sul ghiacciaio : con i diari delle spedizioni al Nanga Parbat, al Broad Peak e al Chogolisa / Hermann Buhl ; a cura di Kurt Diemberger ; prefazione di Hans Kammerlander ; traduzione di Irene Affentranger

Nuova ed. ampliata

Milano : Corbaccio, 2007

Abstract: Austriaco di nascita e con un carattere di ferro, l'alpinista ha compiuto negli anni '50 imprese straordinarie. Tra le tante, una in particolare lo consegnò alla storia dell'alpinismo. 1953. A soli ventinove anni, Buhl viene invitato a unirsi a una spedizione tedesca che tenterà la vetta del Nanga Parbat, nona montagna della Terra, allora ancora inviolata e considerata uno degli 8.000 più difficili. Dopo settimane di tentativi andati male, la spedizione dichiarò ufficialmente il fallimento. Ma Buhl non si arrese. E ripartì. Da solo, il 3 luglio, dopo una scalata di 17 ore raggiunse sfinito la vetta. È per la prima volta un uomo, solo, aveva scalato un 8.000. Nel 1957 l'alpinista scalò il suo secondo 8.000, l'inviolato Broad Peak, e divenne l'unico uomo al mondo ad aver compiuto la prima ascensione di ben due 8.000. Hermann Buhl morì qualche giorno dopo l'ascesa al Broad Peak, all'apice della sua fama, scendendo dal Chogolisa insieme a Kurt Diemberger. Nella nebbia, una cornice di neve, cedendo sotto il suo peso, lo fece precipitare nella parete sottostante per migliaia di metri. Il suo corpo non venne mai più ritrovato. Il libro è l'avvincente biografia dell'alpinista che, di sua stessa mano, racconta le imprese compiute. L'opera interrompe il racconto poco dopo la salita del Broad Peak. Mentre le ultime pagine della sua vita sono raccontate da Kurt Diemberger, che lo vide precipitare proprio davanti a sé.

342 ore sulle Grandes Jorasses
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Desmaison, René <1930-2007>

342 ore sulle Grandes Jorasses / René Desmaison ; traduzione di Giancarlo Barberis

Milano : Corbaccio, 2007

Exploits

Morte sull'Eiger
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Morte sull'Eiger : il dramma di Claudio Corti e Stefano Longhi / testi di Daniel Anker ... [et al.] ; fotografie di Albert Winkler e altri ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2007

Abstract: Nel 1957, sulla parete Nord dell'Eiger si compie un'ennesima tragedia, in cui trovano la morte due alpinisti tedeschi, Northduft e Mayer e l'italiano Stefano Longhi. Unico sopravvissuto, il compagno di cordata di Longhi, Claudio Corti, ragno di Lecco e forte scalatore che da sempre sogna la Nordwand, Su Corti si scatena una campagna mediatica senza precedenti. Con l'autorevole avallo di alpinisti come Harrer, uno dei primi quattro salitori della Nordwand e autore del Ragno bianco, Claudio Corti viene sostanzialmente accusato di aver lasciato morire il compagno Longhi e di aver addirittura provocato la morte dei due tedeschi, di cui durante i soccorsi non era stato trovato il corpo, per poter utilizzare la loro tenda... Accuse infamanti che solo quattro anni dopo, nel 1961, verranno clamorosamente smentite dal ritrovamento dei tedeschi lungo la parete Ovest, a dimostrazione del fatto che i due, lasciati gli italiani, erano saliti in vetta e stavano scendendo da un altro versante. La riabilitazione di Corti, cui contribuì il libro di Jack Olsen, Arrampicarsi all'inferno, fu parziale e tardiva. Finalmente, con il libro di Giovanni Capra, Due cordate per una parete, e con questo volume ricco di fotografie che documentano tutta la vicenda, dalla salita al salvataggio, si rende omaggio a un alpinista italiano che ha sofferto per anni a causa dell'ombra gettata su di lui.

La via d'uscita
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Batard, Marc <1951- >

La via d'uscita : confessioni intime di un alpinista estremo / Marc Batard ; prefazione di Gianni Vattimo

Torino : CDA & Vivalda, 2007

Abstract: Ho incominciato ad arrampicare a diciott'anni, e m'interessava solo il record: andare più veloce, andare meglio... La montagna mi affascinava. Era l'ambiente magico dove potermi finalmente distinguere, uscire dal gregge, essere qualcuno e non semplicemente il piccolo Batard con le orecchie a sventola che a scuola, durante la ricreazione, tutti prendevano in giro. Così inizia il racconto della vita di Marc Batard, alpinista tanto dotato quanto discusso, carattere ruvido, enigmatico, difficile. E straordinariamente coraggioso: non tanto per le scalate (eccezionali), quanto perché - cosa più unica che rara nell'ambiente degli eroi della montagna - ha saputo riconoscere e manifestare la propria omosessualità e dunque accettare se stesso.