[François Damilano sul seracco À la recherche du tempe perdu, Bassin de la Vallée Blanche]
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[François Damilano sul seracco À la recherche du tempe perdu, Bassin de la Vallée Blanche]

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Titre et contributions: [François Damilano sul seracco À la recherche du tempe perdu, Bassin de la Vallée Blanche] / [Autore non identificato]

Publication: [ottobre-novembre 1989]

Description physique: 16 pos. col. su pellicola (diapositive) intelaiati ; 36 x 24 mm

Date:1989

Langue: 0 (Langue du texte, du film, etc.)

Note:
  • Serie composta da 16 diapositive intelaiate con iscrizioni: su chassis: a impressione: documentarie: "ottobre 89" [escluso 001, 002, 006]; [006] timbro: a secco: indicazioni documentarie: "Nov. 89". Iscrizioni: a inchiostro: "GI" [005], "vedi menabò / 19 / 26" [016]. Le diapositive si riferiscono a François Damilano in arrampicata sul seracco À la recherche du tempe perdu [e riprese generali], Bassin de la Vallée Blanche, Gruppo del Monte Bianco. La digitalizzazione allegata riporta la prima diapositiva.
  • Gian Carlo Grassi nacque a Condove nel 1946. E' stato una guida alpina e un importante alpinista italiano. La sua attività alpinistica è stata pioneristica poiché è stato tra i primi in Italia a dedicarsi al cascatismo e all'arrampicata su ghiaccio. A partire dalla fine degli anni Settanta ha realizzato molte prime salite su cascate e goulotte in alta montagna. Negli anni settanta, Grassi ha fatto parte del movimento del "Nuovo Mattino", che gli ha permesso di frequentare molti importanti alpinisti tra cui Gian Piero Motti e Danilo Galante. In questo periodo si dedica in particolare alle vie d'arrampicata in Valle Orco, sul Caporal e sul Sergent, e dell'arrampicata sui massi erratici della bassa Val di Susa. Verso la fine degli anni settanta Grassi si appassiona alla nascente scalata delle cascate di ghiaccio e diventa presto uno dei principali protagonisti. Grassi inoltre riesce a portare la tecnica di arrampicata sulle cascate in alta montagna, diventando specialista della salita dei cosiddetti couloir fantasma, canaloni dove la neve e il ghiaccio creano una via di salita solo durante l'inverno. La sua attività alpinistica è instancabile e frenetica: apre numerosissime vie in tutto il Piemonte e la Valle d'Aosta, in particolare, in Valle Orco, Valli di Lanzo, Vallone di Sea, Val di Susa, Val Varaita e Val di Cogne. Le sue ascensioni non si limitano alle zone alpine ma scala anche in vari paesi esteri, tra cui: California, Canada, Ande, Patagonia, Himalaya. Nel 1984 con Renato Casarotto e Guido Ghigo sale Pomme d'Or nel Quebec (180 metri di stalattite), Polar Circus e Slipstream (cascata di 900 metri) nelle Montagne Rocciose Canadesi. Nel 1985 con Mauro Rossi ripete la via Supercanaleta al Fitz Roy. A quarantaquattro anni, ancora nel pieno della sua attività alpinistica, Grassi perde la vita il 1º aprile 1991 dopo aver salito una cascata di ghiaccio sul Monte Bove, nei Monti Sibillini, per il distacco di una cornice di neve. Nel 2011 gli viene dedicato il nuovo Bivacco Giuseppe Lampugnani al colle Eccles (Monte Bianco).
  • Il Massiccio del Monte Bianco appartiene alla corona di rilievi isolati che costituiscono l'ossatura più antica dell'arco alpino occidentale. Il Monte Bianco è la montagna più alta delle Alpi (4810 m). Nel 1760 il ginevrino Horace-Bénèdict de Saussure fece un primo viaggio nella valle di Chamonix e si innamorò del Monte Bianco. Ci furono varie esplorazioni ma solo nel 1775 quattro valligiani di Chamonix arrivarono fino al Petit Plateau a circa 3650 m. Nello stesso anno, Michel Gabriel Paccard, compì un primo tentativo di ascensione alla cima. Solo dopo vari tentativi, l'8 agosoto 1786, Michel Gabriel Paccard raggiunse la vetta con il valligiano Jacques Balmas, compiendo l'ascensione in giornata con andata e ritorno da un posto di bivacco alla sommità dello sperone erboso della Côte. Oggi si considera questa data come l'inizio storico dell'alpinismo vero e proprio. (cfr. Guida dei Monti d'Italia, Monte Bianco, Volume I, p. 46-47)

Sujets:

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Bibliothèque Cote Inventaire Situation Possibilité d'emprunt Date de retour
Museo Nazionale della Montagna - CAI - Torino 2.1.871/ 693/ 001- 016 F-17001
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