[Scheda fondo Ravelli: NEGATIVI ORIGINALI SU VETRO O PELLICOLA]
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Ravelli, Francesco <detto Cichìn ; 1885-1985>

[Scheda fondo Ravelli: NEGATIVI ORIGINALI SU VETRO O PELLICOLA]

Titre et contributions: [Scheda fondo Ravelli: NEGATIVI ORIGINALI SU VETRO O PELLICOLA]

Publication: [1905-1960 circa]

Description physique: neg. b/n dal 6 x 6 cm a 18 x 13 cm : gelatina bromuro d'argento su vetro o pellicola

Date:1905-1960

Langue: ita (Langue du texte, du film, etc.)

: [Scheda fondo Ravelli] (Note: Partizione del fondo)
: 294 titoli Afficher la liste Afficher en recherche
Notes de contenu:
  • Francesco Ravelli (Orlongo 1885 – Torino 1985) detto “Cichìn” cominciò la carriera alpinistica nel 1906 con la salita alla Punta Gnifetti, coltivando contemporaneamente l’hobby per la fotografia, che gli consentì di lasciare ricca documentazione delle sue salite e della loro preparazione. Non solo ripetitore di grandi vie, ma anche scopritore di itinerari nuovi, nel 1909 iniziò il lungo sodalizio con i fratelli Gugliermina, con i quali effettuò numerose prime. Socio CAI di Torino fu ammesso nel CAAI nel 1911, dopo la traversata del Cervino con il fratello Zenone e il cugino Luigi. Attivo fino in tarda età, fu autore di “prime” di importanza storica, tra cui: Monte Bianco per la cresta integrale dell’Innominata con variante diretta; cresta sud ovest dell'Aiguille de Leschaux; Mont Blanc du Tacul dal gran canalone nord-est; Grandes Jorasses dalla cresta des Hirondelles e dalla cresta di Pra Sec; Aiguille de Trélatête dalla parete nord est; Picco Gugliermina; Lyskamm occidentale dalla parete sud; Tagliaferro dalla parete nord; Gr. Arolla dalla parete sud-sud est. I fratelli Ravelli convertirono l’officina meccanica, impiantata a Torino dal padre, in negozio di articoli sportivi con annesso laboratorio di attrezzi alpinistici in Corso Ferrucci 70, da cui uscirono i bivacchi prefabbricati, conosciuti come bivacchi Ravelli. Cfr. Catalogo Bolaffi dei grandi alpinisti piemontesi e valdostani, a cura del Museo nazionale della montagna Duca degli Abruzzi Cai Torino; schede e selezione dei nomi a cura di Roberto Mantovani, Torino : Giulio Bolaffi editore, 2002, p. 70; Enciclopedia della Valle d'Aosta, Pietro Giglio, Oriana Pecchio, Bologna : Zanichelli, 2005, pp. 337-338; Il laboratorio dell'alpinismo : Francesco Ravelli e la fotografia di montagna, a cura di Giuseppe Garimoldi e Alessandra Ravelli, Torino : Museo nazionale della montagna Duca degli Abruzzi : Club alpino italiano. Sez. di Torino, 2001.
Note:
  • Il Fondo Ravelli è costituito da 2900 provini a contatto (di formato da 4,5 x 6 cm a 18 x 13 cm), da 158 stampe di grande formato (di formato da 18 x 24 cm a 40 x 30 cm), da 2761 negativi su pellicola o su vetro (di formato da 6 x 6 cm a 18 x 13 cm) e da 142 diapositive (di formato da 4,5 x 4,5 cm a 6 x 6 cm). Per quanto riguarda i negativi originali, su vetro o su pellicola, va ricordato che essi coprono un arco cronologico compreso tra l’inizio del Novecento e gli anni Sessanta; le riprese furono infatti realizzate da Ravelli nel corso delle ascensioni di cui fu protagonista insieme con il fratello Zenone e i fratelli Gugliermina all’inizio del secolo scorso, cui si sono aggiunti scatti posteriori databili agli anni della Seconda Guerra mondiale e alle scalate di Leonardo Ravelli, secondogenito di Francesco. Sono presenti alcune riprese fotografiche di ‘prime’ celebri, quali ad esempio la salita al Picco Gugliermina (1914), al Lyskamm occidentale dalla parete sud (1919), al Grandes Jorasses dalla cresta di Pra Sec (1923) e dalla cresta des Hirondelles (1927), al Mont Blanc du Tacul dal gran canalone nord-est (1929), all’Aiguille de Trélatête dalla parete nord est (1932). Notevole spazio è stato poi lasciato ai momenti di vita famigliare, ai ritratti della moglie Maria Fino, sposata nel 1924, ai tre figli Margherita, Leonardo e Maria Assunta, ripresi in particolar modo durante l’infanzia e in occasione di escursioni e gite in montagna. Non mancano altresì fotografie di paesaggi, di villaggi alpini, di edifici storici a Torino e dintorni, di parenti e amici di Orlongo, frazione di Borgosesia (provincia di Vercelli), dove la famiglia Ravelli, originaria di questa località, possedeva un’abitazione ed era solita trascorrere lunghi periodi di vacanza. Va rilevato che alla passione di Ravelli per la montagna corrisponde un precoce interesse per la fotografia e le tecniche fotografiche, testimoniate dalla cura per la scelta delle luci e degli angoli di ripresa, visibile per esempio nei ritratti dedicati ai familiari. I negativi sono condizionati singolarmente all’interno di buste, corredate da indicazioni (segnatura archivistica, numero di inventario) e conservate in scatole telate, ciascuna delle quali corredata da un elenco di consistenza dei negativi e delle stampe corrispondenti. Nel complesso lo stato di conservazione dei negativi è buono; alcuni esemplari presentano lievi danni dovuti ad alterazioni chimiche dell’emulsione, che sono stati segnalati nelle note relative agli esemplari. Le collocazioni delle scatole di negativi sono le seguenti: 2.3.58-115. Il lavoro di schedatura è stato realizzato compilando per ciascuna serie di negativi, su vetro o su pellicola (2.3.58-115), una scheda catalografica. Per ogni serie è stata selezionata la ripresa corrispondente all’immagine selezionata per la serie delle stampe, ed è stata compilata la relativa scheda singola, corredata da una breve biografia dell’autore e da indicazioni sul soggetto della ripresa. Nel caso di serie di positivi derivanti da negativi su pellicola e da negativi su vetro, sono state compilate due diverse schede di serie per ciascuna tipologia di negativo, e le rispettive schede singole. Sono state quindi compilate 546 schede di serie e le corrispondenti 546 schede singole, e una scheda fondo. Il titolo e la data della ripresa sono stati attribuiti, quando possibile, in base alle iscrizioni apposte sulle custodie originali, oppure grazie all’identificazione di ascensioni per le quali si conosce la data esatta; nella maggior parte dei casi, in mancanza di tali dati, si è preferito utilizzare un arco cronologico compatibile con i dettagli delle riprese. Il titolo è sempre attribuito, anche in considerazione del fatto che molte serie presentano un’estrema varietà di riprese, che non era possibile ricondurre a un unico soggetto. A ciascuna scheda è stata allegata un’immagine digitalizzata corrispondente alla ripresa selezionata per la scheda singola; ciascuna scheda, di serie e singola, presenta dunque la stessa immagine allegata, in un formato utile per la visualizzazione web; sono state altresì realizzate riproduzioni digitali ad alta definizione che sono entrate a far parte del patrimonio del Centro di Documentazione del Museo della Montagna.

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